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Facilitazione Innovativa

#Transdisciplinarietà, #IntelligenzaEmotiva, #Antifragilità e #Codesign

IL CONTESTO

Per comprendere gli scenari complessi occorre dotarsi di metodologie flessibili e adattive capaci di combinare i singoli elementi della conoscenza come fossero mattoncini LEGO. Comprendere non significa però attribuire significati universali e dogmatici, ma usare l’immaginazione creativa per far sì che le cose funzionino e rispondano a esigenze reali e concrete.

IL BISOGNO FORMATIVO

La facilitazione innovativa aiuta le persone a porsi le giuste domande prima ancora di concentrarsi sulle risposte. Questo ribaltamento è in grado di innescare fattori motivazionali elevatissimi che si manifestano in consapevolezza e perfezionamento delle competenze e potenzialità personali, capacità di lavorare in autonomia e consolidamento delle relazioni professionali.

LA SOLUZIONE METODOLOGICA

Facilitare processi di apprendimento significa valorizzare l’esperienza di chi apprende (che è parte attiva del processo), identificare e leggere i problemi, generare soluzioni e riscrivere nuovi significati attivando elementi cognitivi, emotivi e sensoriali.
L’apprendimento, infatti, è un processo di costruzione e interazione con il mondo circostante che consente di acquisire nuove logiche di pensiero e nuove metodologie interdisciplinari capaci di accogliere l’errore e l’incertezza e trasformarli in strategie di risoluzione dei problemi.
La facilitazione non prevede e non spiega: attraverso l’utilizzo di artefatti cognitivi (mattoncini LEGO, Dixit Cards, Story Cubes…) recupera un approccio sistemico in grado di leggere la complessità e le emergences (elementi e fattori imprevedibili) e attiva l’intelligenza emotiva che diventa risorsa al pari del contenuto dell’azione formativa, perché il discente non solo pensa ed elabora, ma “sente” e partecipa.